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Monthly Archives: marzo 2016

L’odio che avvelena questo mondo, molto spesso, affonda le proprie radici nella religione.
Il diverso lo avvertiamo come estraneo; come un pericolo; come un divergente.
Le religioni, le leggi, le tradizioni, altro non sono che un tenue tentativo di far convivere gli esseri umani in pace. Un tentativo che, il piú delle volte, fallisce miseramente e ci restituisce morti su cui piangere e tragedie su cui riflettere perché la convivenza, per poter esistere, ha bisogno di un elemento fondamentale: il fermo volere degli attori. Di tutti noi.
Rifletto quindi sulla miserrima condizione umana che non ci fa guardare ai milioni di morti in guerre insensate in paesi di cui neanche sappiamo; che ci presenta un mondo di disuguaglianze assolute; che ci fa tendere con sospetto le braccia verso il mare sulle cui onde scivolano vite di bambini, donne e uomini in fuga.
Sogno una Pasqua di resurrezione delle coscienze, la mia per prima, che ci faccia guardare al mondo come alla nostra casa, affollata da tanti fratelli.
Rendo onore a quelle donne e a quegli uomini che spendono la loro vita a tendere le mani verso il mare; a curare le sanguinanti ferite delle carni, non importa il colore o in che luoghi; a preparare pasti caldi per gli ultimi della terra; a offrire giacigli ad esseri umani stanchi nell’animo prima che nelle carni.
Ringrazio lo sconosciuto che regala un sorriso. Ringrazio chi regala conoscenza. Ringrazio chi non si arrende.
Ringrazio gli occhi di mio figlio la cui vista mi fa traguardare la spietatezza della condizione umana.
Ringrazio qualunque condizione, divina o biologica che sia, che mi abbia permesso di “sentire” e “vivere” tutto questo.
Biasimo chi si scuda dietro questi valori per assecondare perverse logiche che vorrebbero affermare quanto detto con il metallo ed il fuoco.
Biasimo soprattutto noi, che non riusciamo a fermarli.
Buona Pasqua.