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Category Archives: Generale

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Google sta lanciando in queste ore Spaces, la nuova app social con cui spera di poter competere meglio di quanto abbia fatto con G+.
Ancora non posso esprimere un giudizio pieno perché devo capirne prima i possibili utilizzi ma ho subito notato che, come al solito, il gigante di Mountain View resta sempre molto autoreferenziale (cosa che gli procura non poche rogne giudiziarie). Lo si nota subito quando, dalla home di uno spaces, si clicca sulla freccetta blu in basso per fare una ricerca e ti chiede di installare chrome.
Sembra sinceramente paradossale per un app che vuole “aprirsi” e farti aprire al mondo, restare legata cosí al suo orticello.
Lo dico anche considerando che la funzione “INVITA TRAMITE…” ti permette di invitare persone tramite tutte, o quasi, le piattaforme già esistenti (cosa buona, secondome) e poi si “auto-castra” nella ricerca (e relativa condivisione di link, immagini web, etc.) imponendo l’installazione di chrome.
Per ora sono queste le mie primissime impressioni poi sapró dirvi di piú (sempre che non lo disinstalli prima).
Have fun. …always!

Dmitry Fedotov, alias “Paunch”, la mente dietro la criminale commercializzazione del famigerato “Blackhole exploit kit”, è stato condannato dalla corte di Mosca a 7 anni di detenzione in una colonia penale russa.

Arrestato nell’ottobre 2013, “Paunch” aveva messo su una rete commerciale criminale che gli aveva permesso di tirare su ingenti somme di denaro. Gli inquirenti hanno stimato un giro di affari di oltre 50 mila dollari al mese e a riprova c’è una foto che lo immortala davanti alla sua Porche Cayenne.

Il kit veniva “affittato” a prezzi che oscillavano tra i 500 e i 700 dollari al mese e con ulteriori 50 dollari al mese, Fedotov affittava ai suoi clienti un servizio di criptazione che permetteva di offuscare il malware iniettato tramite il kit e renderlo “invisibile” agli antivirus.

Nello specifico, il “Blackhole exploit kit” veniva inserito in siti web hackerati o malevoli e sfruttava le varie vulnerabilità dei browser web per iniettare nel pc degli ignari utenti il malware scelto dai “clienti”.

Pare sia stato fermato giusto in tempo considerando che, con l’aiuto di altri cybercriminali, Fedotov si stava preparando ad aggiungere al kit altri nuovi exploit. Progettava infatti di creare un nuovo kit chiamato “Cool Exploit Kit” e per la realizzazione del quale aveva incaricato un suo broker, nickname “J.P. Morgan”, di acquistare nel deep web nuove e non documentate vulnerabilità “Zero Day”. Il budget stanziato è passato dai 100 mila ai 200 mila dollari ad ulteriore dimostrazione della capacità economica raggiunta dal criminale.

Bhé, se l’idea che ho della Russia è giusta, “Paunch” si sconterà tutti i sette anni di carcere in maniera anche poco confortevole anche se, visto che da solo non sarebbe stato in grado di mettere su una tale organizzazione, il resto della “banda” rappresenta ancora un pericolo per tutti noi.

Have Fun. …always!

Un nuovo ransomware sta minacciando gli utenti a livello globale e a livello italiano. Si chiama Filecoder, precisamente Win32/Filecoder.NFR, e finge di essere il file che installa il browser per internet Google Chrome.
Ne da informazioni dettagliate l’articolo pubblicato su fanpage.it e consiglio a tutti di leggerlo attentamente perché, nei primi giorni di questo 2016, il paese piú colpito a livello globale é proprio l’Italia.
Come tutti i ransomware, anche questo mira a criptarvi i files per poi chiedervi un riscatto per la chiave di decriptazione, quindi vale sempre il mio solito consiglio di salvare sul cloud i vostri files importanti e di zippare a gruppi i vostri files su pc e, dopo averli zippati, cambiarne l’estensione in qualcosa tipo “.rsz” (ransomsafezip). Quest’ultimo accorgimento si dimostra utile contro i ransomware che selezionano i files da criptare in base all’estensione prediligendo i files immagine, video e office (txt, .doc, .jpg, .gif, .AVI, .MOV, .MP4, .doc, .xls, etc.)
Prestate attenzione dunque e …
Have fun. …always!

A volte si ha l’esigenza di ridurre il peso di un file pdf, tornando utile soprattutto nei casi di condivisione o cloud upload dove a volte le limitazioni di grandezza ce lo impediscono.
In windows ci saranno svariate applicazioni in grado di svolgere questo compito ma in linux e sistemi X (anche mac osx), un piccolo ed elegante script ci aiuta a sfruttare la potenza di “Ghostscript” per svolgerlo egregiamente.
Lo script si chiama “shrinkpdf” ed é stato scritto da Alfred Klomp e rilasciato sotto licenza “BSD clausola 3“.
Lo script consiste nel modificare le immagini all’interno del pdf portandole a 72dpi in modo da diminuire il peso totale del file pdf.
Devo dire che lo script funziona egregiamente ma, a 72dpi, a volte i particolari  delle immagini all’interno del pdf risultano davvero poco visibili.
Io, personalmente, ho modificato lo script creandone 3; basso, medio e alto.
Per il basso ho lasciato 72dpi, per il medio ho settato a 150dpi e per quello alto a 300dpi.
I risultati sono comunque sorprendenti in termini di riduzione del peso dei file.
Per farlo anche voi, basta editare lo script e sostituire i tre valori “72” con 150 e 300. Ricordate di rendere eseguibile lo script.
L’esecuzione da terminale é la solita:

./shrinkpdf.sh in.pdf > out.pdf

E voilà, mi si é ristretto il pdf.
Have fun. …always!

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L’immagine che vedete ritrae al microscopio le fibre di carbonio prodotte estraendo biossido di carbonio dall’aria.

Un nuovo metodo per prendere l’anidride carbonica direttamente dall’aria e convertirla in ossigeno (reimmesso in atmosfera) e fibre nanometriche in carbonio, potrebbe portare ad un modo economico per creare una materia prima di valore e servire anche come arma contro il cambiamento climatico.
Attualmente le fibre di carbonio vengono impiegate in settori ad alta tecnologia o ad alto valore aggiunto a causa del loro costo, ma questa nuova tecnica produttiva, assicura Stuart Licht, professore di chimica alla George Washington University, potrebbe abbatterne i costi produttivi al punto tale da rendere vantaggioso l’uso di questo materiale.
Ma é molto piú che un semplice metodo per produrre materia prima di valore a basso costo. Potrebbe essere la cura per “sfebbrare il pianeta”.
In sostanza, dice Licht, usando energia fotovoltaica per il processo produttivo (ndr.: cosa attuata nel loro esperimento) e impegnando una superficie pari a meno del  10% del deserto del Sahara, si potrebbe ritornare a livelli globali di inquinamento da anidride carbonica ” pre-industrializzazione” nel giro di 10 anni anche continuando ad emettere alte quantità di gas serra durante quel periodo.
Una notizia da far saltare sulla sedia.

Naturalmente questo richiederebbe un enorme aumento della domanda di nanofibre di carbonio. Licht ritiene che le proprietà del materiale, in particolare il fatto che è così leggero e anche molto forte, stimolerà un maggiore uso man mano che il costo scende e pensa che il suo nuovo processo produttivo possa aiutare in questo. Immaginate che i compositi in fibra di carbonio possono eventualmente sostituire l’acciaio, l’alluminio, e persino il cemento come materiale da costruzione, dice. Continua – >>  avviando cosí un ciclo virtuoso che riequilibri l’atmosfera.
Niente male vero?
Se volete approfondire leggete qui.
Have fun. ..always!

Per chi l’ha visto, per chi l’ha perso o per chi non c’era, dopo 30 anni dalla sua prima volta torna al cinema un film che é rimasto nella mente di molti di noi: “NON CI RESTA CHE PIANGERE”.
Una proiezione speciale é prevista per i giorni 2, 3 e 4 marzo nei cinema italiani.
Una occasione imperdibile per vedere e ri-vedere la coppia Troisi-Benigni in quel di Frittole.
Portateci i vostri figli, consigliatelo ai vostri alunni ma ricordate, a prescindere da – “ chi siete? dove andate? Si ma cosa portate?” – portate con voi “un fiorino” !
Have fun. …always!

Tempi durissimi per i siti di streaming online e non solo.
l Nucleo Speciale Frodi Tecnologiche della GdF sta eseguendo un provvedimento di sequestro del G.I.P. romano dott. Gaspare Sturzo che sta portando all’oscuramento di piú di 100 siti web specializzati nello streaming live e on demand di film, eventi sportivi, telefilm e altri contenuti.
Tutto nasce da una denuncia di Sky Italia che ha portato alla scoperta di un vero e proprio network per la distribuzione di contenuti di cui non possedeva i diritti. Parliamo di film, musica, concerti ed eventi sportivi sia live che on-demand.
Ora le indagini puntano a risalire ai “concessionari” di pubblicità tramite banner (ndr: di cui vivono la maggior parte dei siti in questione) che interessano grandi e stimate aziende che, c’é da scommetterci, non ci metteranno molto a costituirsi come “parte lesa” biasimando l’associare la pubblicità del proprio brand su siti di pratiche illegali.
Che dire. Vedremo come va a finire. A me peró piacerebbe capire se le aziende pubblicizzate erano davvero allo scuro del passaggio dei loro banner su questi siti o se avessero volutamente chiuso un’occhio sapendo che le visite a questi tipi di siti sono centinaia di migliaia al giorno.
Have fun. …always!