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Monthly Archives: gennaio 2016

Era da tanto tempo che mi limitavo a pochi commits sui sorgenti di altri e avevo cominciato a dedicarmi, come avrete notato, alla divulgazione di informazioni e curiosità.
Poi l’incontro su xda-developers con un vecchio conoscente che mi credeva sparito mi ha invogliato a ributtarmi nella mischia.
Avendo lo stesso smartphone, un OnePlus One, mi ha chiesto se fossi ancora in grado di “giocare” con un kernel e provare ad apportare alcune modifiche.
Ho subito declinato l’invito promettendogli, però, che avrei dato un’occhiata.
Bhè, poche storie. Di occhiata in occhiata, si é risvegliata una vecchia passione e via con una due giorni di coding estremo.
Il risultato é il mio primo kernel per OnePlus One che montano rom MarshMallow OMNIROM.
Se siete interessati vi rimando al mio post su xda-developers dove potrete scaricare il kernel e avere altre info.
Have fun. ….always!

WhatsApp diventa gratuito. La notizia sul blog di WhatsApp lo annuncia.
Blog WhatsApp http://blog.whatsapp.com/
La promessa é,  niente pubblicità. Come si manterrà, allora? Venderà i dati degli utenti come già fa facebook?
Have fun. …always!

C’é poco da dire.
Aggiornate la vostra distribuzione Linux.
Have fun. …always!

Un nuovo ransomware sta minacciando gli utenti a livello globale e a livello italiano. Si chiama Filecoder, precisamente Win32/Filecoder.NFR, e finge di essere il file che installa il browser per internet Google Chrome.
Ne da informazioni dettagliate l’articolo pubblicato su fanpage.it e consiglio a tutti di leggerlo attentamente perché, nei primi giorni di questo 2016, il paese piú colpito a livello globale é proprio l’Italia.
Come tutti i ransomware, anche questo mira a criptarvi i files per poi chiedervi un riscatto per la chiave di decriptazione, quindi vale sempre il mio solito consiglio di salvare sul cloud i vostri files importanti e di zippare a gruppi i vostri files su pc e, dopo averli zippati, cambiarne l’estensione in qualcosa tipo “.rsz” (ransomsafezip). Quest’ultimo accorgimento si dimostra utile contro i ransomware che selezionano i files da criptare in base all’estensione prediligendo i files immagine, video e office (txt, .doc, .jpg, .gif, .AVI, .MOV, .MP4, .doc, .xls, etc.)
Prestate attenzione dunque e …
Have fun. …always!

A volte si ha l’esigenza di ridurre il peso di un file pdf, tornando utile soprattutto nei casi di condivisione o cloud upload dove a volte le limitazioni di grandezza ce lo impediscono.
In windows ci saranno svariate applicazioni in grado di svolgere questo compito ma in linux e sistemi X (anche mac osx), un piccolo ed elegante script ci aiuta a sfruttare la potenza di “Ghostscript” per svolgerlo egregiamente.
Lo script si chiama “shrinkpdf” ed é stato scritto da Alfred Klomp e rilasciato sotto licenza “BSD clausola 3“.
Lo script consiste nel modificare le immagini all’interno del pdf portandole a 72dpi in modo da diminuire il peso totale del file pdf.
Devo dire che lo script funziona egregiamente ma, a 72dpi, a volte i particolari  delle immagini all’interno del pdf risultano davvero poco visibili.
Io, personalmente, ho modificato lo script creandone 3; basso, medio e alto.
Per il basso ho lasciato 72dpi, per il medio ho settato a 150dpi e per quello alto a 300dpi.
I risultati sono comunque sorprendenti in termini di riduzione del peso dei file.
Per farlo anche voi, basta editare lo script e sostituire i tre valori “72” con 150 e 300. Ricordate di rendere eseguibile lo script.
L’esecuzione da terminale é la solita:

./shrinkpdf.sh in.pdf > out.pdf

E voilà, mi si é ristretto il pdf.
Have fun. …always!

Una volta si usava dire “piú é strano, piú é vero” ma la realtá, spesso, lascia basiti.
Abbiamo visto cybercrooks vendere account paypal rubati servendosi di altri account paypal per riscuoterne i pagamenti, abbiamo visto “rapimenti di dati personali” rilasciati dopo il pagamento di un “riscatto” quindi certo non ci stupiremo nell’apprendere che esistono call center multilingua per cybercriminali.
Ma, in sostanza, a cosa servono?
Mettiamo il caso che io sia un cybercriminale che ha rubato account American Express di un cittadino tedesco. Finché le transazioni avvengono online, me la sbrigo da me, ma se é richiesto un colloquio telefonico, il “crucco” all’altro capo del telefono avrebbe gioco facile nel sospettare che il sig. Martin Schultz, non perfettamente padrone della lingua teutonica, non sia in realtà chi dice di essere.
Ecco che torna utile il “call center”.
Rivolgendosi ad uno di questi call center, ad esempio uno dei piú longevi é CallMeBaby, potremo richiedere il servizio di effettuare per noi la telefonata in modo tale da ingannare l’operatore all’altro capo del telefono.
Secondo il loro listino, una telefonata in lingua inglese costa 10$ mentre telefonate in lingua tedesca, italiana, francese, spagnola, portoghese o polacca, costa 12$. Se la conclusione della transazione richiederà ulteriori telefonate, verranno addebitate le stesse tariffe.
Chiaramente gli operatori sono di entrambe i sessi per soddisfare ogni esigenza e oltre alla rassicurazione che si farà il possibile per limitare al minimo le chiamate necessarie, c’é uno sconto particolare per i clienti piú “fidelizzati”.
Gli orari di operatività di ” CallMeBaby”, il call center preso ad esempio, sono dalle 17,00 alle 03,00 ora di Mosca, coincidente con gli orari di ufficio negli USA.
Eh? Che ve ne pare? Organizzati vero?
Sarà anche cybercrime, ma é una roba geniale.
Have fun. …always!

L’InFocus Kangaroo é l’ultima novità nel campo dei pc trasportabili presentato al CES di Las Vegas con un prezzo accattivante e delle prestazioni accettabili per svolgere le attività quotidiane di base come web surfing,  videoscrittura, fogli di calcolo, presentazioni, riproduzione video e audio e gaming 2d non troppo pesante. Il formato li fa assomigliare ad un hd portatile nella forma e nelle dimensioni ma fino a che punto é “portatile”?
Quanto può considerarsi “portatile” un accrocchio che ha bisogno, per essere utilizzato, come minimo di un monitor, una tastiera ed un mouse?
Mi chiedo: cosa può davvero offrire piu di un netbook o un tablet, magari ibrido?
Certo, nel puro e nudo concetto di trasporto, il “singolo pezzo” certamente é di poco ingombro ma, se consideriamo che si é obbligati ad avere accesso ad un monitor (o qualsivoglia altro dispositivo di output video) e una tastiera, lo considero praticamente inutile.
Sono sicuro che una nicchia “professionale” potrebbe anche ritagliarsela ma, come può una nicchia che immagino davvero piccola, giustificare gli investimenti produttivi che tante aziende, InFocus per ultima, stanno operando?
Sinceramente considero queste pratiche un caso “scolastico” di cattiva pianificazione industriale.
Insomma, una “caxata” fatta tanto per farla, ma che ritengo assolutamente inutile.
Suggerirei ai produttori, piuttosto, di implementare uno standard hardware/software per dotare tutti i dispositivi di output (monitor, tv, proiettori, etc.) e quelli di input (smartphone, tablet, pc, etc.) di tecnologia in grado di riprodurre su schermo tutto quello che viene visualizzato sui dispositivi portatili. A quel punto, se già solo prendo in considerazione il mio smartphone, avrei un pc piú potente e piú capiente di quelli proposti ed avrei già abbattuto il problema di tastiera e mouse. Se poi ci si volesse concentrare nel migliorare il riconoscimento vocale, sarebbe l’ideale.
Di idee ulteriori applicabili in questo senso, tipo rilevatore di movimento (alla kinect per intenderci) o le nuove “cuffie” che trasformano i pensieri in input elettrici, ce ne sarebbero tante, ma per ora, fermiamoci qui.
Have fun. …always!