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Monthly Archives: gennaio 2012

Ho acquistato da Telecom una “Alice casa Voip” 7mega che però, dopo un po’, per problemi tecnici loro di linea, sono diventati di fatto 2,4mega. Inutili le varie lamentele inoltrate. Se ne sono fottuti. Questo succede quando c’è un regime di monopolio di fatto.

Navigando ho letto di un progetto europeo chiamato “SamKnows” che ha la finalità di raccogliere dati sulle reali prestazioni della banda larga nel territorio europeo e di rilevare ufficialmente casi proprio come quello mio dove gli ISP promettono una cosa (7mega) e ne forniscono un’altra (2mega).

Ho aderito al progetto e sono stato selezionato come “utente tipo” del progetto. Dopo uno stretto giro di mail, mi è arrivato il dispositivo di misurazione Samknows whitebox che è un router con firmware modificato appositamente per effettuare test di misurazione dell’effettiva velocità.

La whitebox è stata installata ed è già in misurazione e vediamo se questo lo senti, Telecom.

Se siete interessati a partecipare anche voi, visitate il sito http://www.samknows.eu/ ed iscrivetevi al programma di volontari. Se rientrerete nel “campione di utente” che stanno cercando, sarete contattati ed avrete anche voi il dispositivo di misurazione.

Un piccolo segno di cittadinanza attiva.

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How to – Sincronizzare files tra Windows e FreeNAS 0.7.2 Sabanda (rev. 5234)

FreeNAS è una distribuzione opensource ormai molto nota per creare un NAS “casalingo” utilizzando un vecchio PC ridonandogli la dovuta dignità.
Molti di voi avranno ormai installato FreeNAS usandolo appunto come NAS “casalingo” limitandosi ad attivare il servizio “CIFS/SMB” (Common Internet File System / Server Message Block) e usandolo come cartella di rete dove fare il backup dei files che vi interessano.
Ma c’è una caratteristica molto interessante che può essere sfruttata per sincronizzare files e cartelle di Windows con FreeNAS tramite il protocollo “rsync”. Facendo ciò, avremo una sincronizzazione di backup dei files o delle cartelle scelte sulla macchina Windows con una cartella su FreeNAS in modo da recuperare quanto più possibile in caso di “disastro”. Tutto ciò è possibile installando sul nostro PC windows il programmino opensource “DeltaCopy”.

Vediamo come fare:
Per prima cosa consiglio di disabilitare il “dhcp” e assegnare un ip fisso alle nostre macchine.

Fatto questo, dopo aver effettuato la configurazione di base si FreeNAS aggiungendo i dischi (dischi>gestione) e creando dei “punti di mount” (dischi>punto di mount) (ci sono tonnellate di tutorials sulla rete. Consiglio “how to forge”) andiamo a configurare tutto il necessario.

A titolo esemplificativo, consideriamo FreeNAS assegnatario di ip 192.168.1.100 (adattate l’ip alle vostre esigenze). Sempre a titolo esemplificativo consideriamo il mio caso: ho un desktop sulla scrivania ed un netbook che uso per lavoro. La mia intenzione è di creare dei backup di entrambe i PC

  • Entriamo nella gui del nostro FreeNAS via browser inserendo 192.168.1.100 nella barra degli indirizzi e facciamo il login.
  • Alla pagina iniziale di FreeNAS, andiamo su “Avanzato>Gestione file” ed inseriamo di nuovo le ns credenziali. Navighiamo tramite mouse su /mnt/”ns_punto_di_mount”/ . In alto a destra, c’è un combobox ed un’altra “casella”. Click sulla freccia della combobox e selezioniamo “Directory”; nel box affianco scriviamo il nome della cartella che vogliamo creare e clickiamo su “create”. Io ho creato le cartelle “desktop” e “netbook”. Facciamo il logout da “Gestione File”.
  • Rientriamo nella gui di FreeNAS da browser.  Andiamo su “Accesso>Utenti e gruppi” e creiamo due nuovi utenti: “desktop” e “netbook” che assegneremo al gruppo “network” ed ai quali assegneremo come “Directory Home” le rispettive cartelle create precedentemente.
  • Ora andiamo su “Servizi>Rsync” e scegliamo la scheda “Client”. Aggiungiamo un nuovo modulo (tramite il segno più). Nella schermata di creazione in “Condivisione locale” scegliamo la cartella “desktop” (/mnt/punto_di_mount/desktop/); In “Server remoto Rsync” inseriamo l’indirizzo ip della macchina Windows di cui vogliamo salvare i dati. Nel mio caso ho inserito 192.168.1.101 che è l’indirizzo ip del mio PC desktop. Come “Nome del modulo remoto”, ho inserito “desktop”. Finiamo settando “periodo di sincronizzazione”. Io ho selezionato “15” e “45” in minuti e “tutto” in ore, giorni, mesi, giorni settimana”.
  • Siccome voglio sincronizzare anche il netbook, ho ripetuto i passi precedenti scegliendo come “condivisione locale” la cartella “netbook” (/mnt/punto_di_mount/netbook/); come “Server Remoto Rsync” l’ip del mio netbook che è impostato su 192.168.1.99; come “nome del modulo remoto” ho scritto “netbook”e come periodo di sincronizzazione ho selezionato “30 e “59” in minuti e “tutto” sul resto. Fatto questo, a fine pagina cliccare su salva e poi cliccare su “Applica modifiche”.
  • Sempre in “Servizi>Rsync” clicchiamo sul tab “Server>moduli”. Click sul simbolo “più” (+) per aggiungere nuovo modulo (nel mio caso sono due). Nel campo “nome” ho inserito “desktop”; in “Commento” ho inserito “desktop”; in “Percorso” ho inserito “/mnt/punto_di_mount/desktop/” e per maggiore sicurezza nel campo “Consenti Hosts” ho inserito l’ip del mio pc desktop (192.168.1.101). In basso clickare su “salva” e poi su “Applica modifiche”.
  • Sempre in “Servizi>Rsync” clickiamo sul tab “Server” e poi sul suo sub-tab “Settaggi”. Inseriamo a destra la spunta su “Abilita” e nel campo “Mappa come utente” scegliamo “ospite” e lasciamo invariato il resto. Clicchiamo su “Salva e riavvia”.
  • Per ultima cosa, sempre sul menu “Servizi”, selezioniamo “ssh” e inseriamo il segno di spunta su “Abilita”  nella casella in alto a destra. Clickiamo su “Salva e riavvia”.

Fatto. La configurazione di FreeNAS è completata. Passiamo ora ai pc Windows.

Illustrerò solo la procedura per il pc “desktop”. Adeguando le istruzioni potrete adattarlo alle vostre esigenze (Marcè! Sto’ pensanne o’ laboratorie!).

  • Iniziamo installando DeltaCopy. Una volta terminata l’installazione, lanciamo “DeltaCopy server” e scegliamo come autenticazione “Local user”. Clicchiamo su “Start Server”.
  • Nel tab “Virtual Directory”, facciamo doppio click su “<Add new directory>” e diamogli il nome “desktop”. In “Path”, cliccando sul tasto “Browse”, scegliamo la cartella di cui vogliamo fare il backup (nel mio caso ho selezionato la cartella “Documenti” ma avrei potuto sceglierne qualsiasi; addirittura anche un disco”). Clicchiamo su “close”.
  • Ora apriamo “DeltaCopy client”. Facciamo doppio click su <Add new Profile>. In “Profile name” inseriamo “desktop”; in “Server IP/Host Name” inseriamo l’ip del nostro FreeNAS Box che nel mio caso è 192.168.1.100. In “Virtual Directory Name”, facendo click sul pulsante di browse (i 3 puntini), vi comparirà il nome della cartella “desktop”. Att.ne: se avete creato più profili su FreeNAS, tramite il pulsante freccia del combobox, selezionate la cartella appropriata. Nel mio caso avevo “desktop” e “netbook”. Io ho selezionato “desktop” in questo caso. Ultimo controllo è clickare su “Test connection”. Se riceviamo il box “Connection Succesfull” è andato tutto bene. In caso contrario, riguardate i passi della configurazione di FreeNAS. Magari avete dimenticato qualcosa (tipo clickare su “applica Modifiche” da qualche parte. Vi chiederete come lo so? Bhe! Capisce a ‘mme” ;-D). Se è andato tutto bene, clickate su “Add Profile”.
  • A questo punto selezionate il nuovo profilo appena creato (“desktop” in questo caso) e clickando sul tasto “Add Folder” sulla destra nel tab “File list”, selezionate la cartella che volete sincronizzare (nel mio caso “Documenti”). Ora spostatevi nel tab “Options” e spuntate “Connect via SSH”. Ora clickando col tasto destro sul profilo “desktop”, selezionate la voce “Run Now” e godetevi la sincronizzazione. Fatto. Non vi resta altro che settare le opzioni in “Copying Schedule” in base alle vostre preferenze per automatizzare i backup.

La prima sincronizzazione potrebbe prendere parecchio tempo poi la sincronizzazione sarà incrementale e si limiterà ad aggiornare la cartella su FreeNAS in base alle variazioni (inclusione/cancellazione) dei files.

Buon sync a tutti. Io vado a riposare un po’ le mani (minc..a quanto ho scritto)

Have fun …always!

Piccola ricetta anti-crisi, applicata a dire il vero anche in momenti meno critici, è quella di acquistare oggetti usati.

In quest’ottica ho lanciato un piccolo sito web http://comprausato.altervista.org  basato sulla vendita di oggetti usati in cui vi sono oggetti miei e di miei amici che a noi non servono più ma che potrebbero servire ad altri.

La peculiarità del sito è di essere dedicato alla compravendita di oggetti tra privati cittadini e dev’essere inteso come una di quelle bacheche di annunci su cui si lasciano i post-it piuttosto che come un sito di e-commerce anche se può sembrarlo.

Se vi interessa visitarlo lo potete trovare all’indirizzo http://comprausato.altervista.org

Have fun …always!

Ci sono molti blog che hanno diffusamente spiegato come funziona la tecnologia di visione delle tv 3d (diversa da quella datata usata al cinema) e di quanto questi dispositivi abbiano attirato l’attenzione di produttori e consumatori. Ma la domanda che mi pongo e vi pongo è: “ma chi cazzo usa ‘sta tv 3d?”.

Qualcuno di voi conosce qualche persona (quelli in analisi non fanno testo) che utilizzi la tv 3d. Io davvero non riesco ad immaginarmi ‘sta gente con ‘sti occhiali da mezzo kg sul naso seduti davanti alla tv a vedere immagini come se ci fossero dentro. E’ una roba alienante! Difatti Samsung, il maggior produttore di questi dispositivi, mette in guardia sull’uso massivo dei dispositivi 3d specialmente a cardiopatici, alcolisti, donne incinte e bambini asserendo che l’uso massivo potrebbe causare piccoli fastidi anche se non sono esclusi mal di testa, nausea, crampi, convulsioni, disorientamento e problemi alla vista.

“O vere?! Ma vafancule tu e ‘o 3d!”

Il 9 dicembre 2011 HP ha annunciato che i sorgenti di WebOS sarebbero stati rilasciati sotto licenza open source per affidarne lo sviluppo alla comunità internazionale di sviluppatori open source e sperare che in tal modo WebOS possa avere un futuro.

Per chi come me ama da sempre la filosofia open source questa può sembrare un’altra piccola vittoria ma, guardando la cosa con attenzione, un po’ di disappunto lo devo manifestare soprattutto guardando a cosa succede nel mondo linux.

Troppi progetti. Troppe divisioni. TROPPE DISTRIBUZIONI!!!

Una “jungla” (vedi Totò) inestricabile di distribuzioni, pacchettizzatori software, file system, etc..

Sul piano delle distribuzioni devo lamentare il più forte disappunto. Una che proprio non mi va giù è la scomparsa di Moblin. La storia racconta che Moblin (intel) e Maemo (nokia) avevano deciso di fondersi dando vita a MeeGo dove far confluire le forze congiunte e spingere per un’accelerazione nello sviluppo di questo OS. Il risultato è stato che:

1) Moblin, il più bello ed innovativo OS per netbook che abbia mai visto, è morto!

2) Maemo di nokia è morto!

3) MeeGo dopo essere arrivato alla vers. 1.2, è agonizzante.

Insomma alla fin fine,  “dividi e sperpera”.

Quando Google, lo scorso anno, acquistò Motorola precisò subito che questo non avrebbe comportato trattamenti preferenziali di sviluppo e fornitura del suo O.S. Android in favore dei prodotti Motorola a discapito degli altri produttori.

Anche se questo può risultare “commercialmente corretto”, credo che invece Google, ora che ha anche la parte produttiva hardware, dovrebbe invece darsi da fare ed accellerare nello sviluppo di nuovi devices che risultino innovativi sia sul piano hardware che software. E’ vero che Android ha spopolato su ogni tipo di device ma è pur vero che a livello d’innovazione gli ultimi grandi devices prodotti sono stati l’iPhone e l’iPad e tutto il resto è “imitazione”. Purtroppo il grande visionario capace di trascinare il mondo verso nuove mete con altre geniali invenzioni e morto (Steve Jobs 1955 – 2011) ed onestamente si sente la necessità che qualcun’altro ne prenda il testimone. Forse l’unico in grado di fare questo potrebbe essere Google ma è davvero pronto a farlo?

back soon!

STAY TUNED