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Monthly Archives: marzo 2010

La dock 3D in Leopard è una delle novità introdotte rispetto a Tiger ed ha di sicuro il suo bell’effetto ma non c’è modo di toglierla e tornare ad utilizzare la dock 2D. O meglio; non c’è un tool grafico ma (Onyx lo fa) con l’aiuto del terminale (quel vecchio buon amico) si può fare in un minuto.

Per passare da 3D  a 2D dock:

aprite il terminale e digitate (potete anche fare copia/incolla):

defaults write com.apple.dock no-glass -boolean YES; killall Dock

premete enter

ecco che la dock scomparirà e riapparirà in 2D.

Per ripassare da 2D a 3D:

aprite il terminale e digitate

defaults write com.apple.dock no-glass -boolean NO; killall Dock

premete enter et voilà. Tutto come prima.

Ah scordavo! …. per gli hackintosh con schede grafiche senza CI/QE, è un trick niente male. 😉

ciao 

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E’ già da qualche anno che il concetto di “cloud computing” gira sempre più spesso sulla bocca degli addetti ai lavori del contesto IT, ma oggi questa famosa parola è giunta anche sulla bocca di molti non addetti ai lavori che la pronunciano senza averne una corretta cognizione. Anche se avevo già affrontato questo argomento qualche tempo fa, credo sia giunto il momento di parlarne e di portarne qualche esempio. Partiamo dicendo che “cloud” in inglese significa “nuvola” e quindi il cloud computing potrebbe essere tradotto come “nuvola di calcolo” ovvero “operazioni computazionali distribuite a nuvola”. Detto questo, un po’ di Accademia:

In informatica, con il termine cloud computing si intende un insieme di tecnologie informatiche che permettono l’utilizzo di risorse hardware (storage, CPU) o software distribuite in remoto.

Nonostante il termine sia piuttosto vago e sembri essere utilizzato in diversi contesti con significati differenti tra loro, si possono distinguere tre tipologie fondamentali di Cloud Computing:

  • SaaS (Software as a Service) – Consiste nell’utilizzo di programmi in remoto, spesso attraverso un server web. Questo acronimo condivide in parte la filosofia di un termine oggi in disuso, ASP (Application service provider).
  • PaaS (Platform as a Service) – È simile al SaaS, ma non viene utilizzato in remoto un singolo programma, ma una piattaforma software che può essere costituita da diversi servizi, programmi, librerie, etc.
  • IaaS (Infrastructure as a Service) – Utilizzo di risorse hardware in remoto. Questo tipo di Cloud è quasi un sinonimo di Grid Computing, ma con una caratteristica imprescindibile: le risorse vengono utilizzate su richiesta al momento in cui un cliente ne ha bisogno, non vengono assegnate a prescindere dal loro utilizzo effettivo.

Una caratteristica del Cloud Computing è di rendere disponibili all’utilizzatore tali risorse come se fossero implementate da sistemi (server o periferiche personali) “standard”. L’implementazione effettiva delle risorse non è definita in modo dettagliato; anzi l’idea è proprio che l’implementazione sia un insieme eterogeneo e distribuito – the cloud, in inglese nuvola – di risorse le cui caratteristiche non sono note all’utilizzatore.

Il termine cloud computing si differenzia da grid computing che è un paradigma orientato al calcolo distribuito, e in generale, richiede che le applicazioni siano progettate in modo specifico.  (fonte Wikipedia).

Accademia a parte, molti credono che lo SkyDrive di Microsoft  sia il “cloud computing” sintetizzando quindi il complesso concetto di “cloud” con quello di “cloud storage” che ne è solo una parte. Proprio per sfatare tale credenza, analizzerò alcuni servizi on-line e ne sintetizzerò le caratteristiche.

  • Microsoft SkyDrive. 25Gb di storage on-line gratuito, protetti da password, su cui salvare i propri files, organizzarli e condividerli. Un servizio di storage davvero “generoso” che compensa il ritardo con cui Microsoft si è mossa in questo campo. Occorre creare un account “Windows Live”. Puoi crearlo qui
  • ADrive. Ben 50Gb di storage on-line, corredati di una “desktop apps” disponibile per Win, Mac e Linux tramite cui sincronizzare i file locale/remoto. Offre anche altri servizi come: editor on-line di testo e fogli di calcolo; SSL Data encryption; ftp; trasferimento file da URL remoto (qui ci sono alcuni magheggi da poter sfruttare 😉) e tante altre ancora. Una versione “Basic” senza alcune feature è disponibile gratis oppure visitate la pagina dei servizi “storage plans”.
  • DropBox. Un’altro servizio tramite cui, anche qui con una “desktop Apps”, è possibile sincronizzare i propri file da locale a remoto. La desktop apps creerà una cartella locale sul Vs. computer chiamata Dropbox. Basterà copiare i file che si vogliono trasferire all’interno della cartella dropbox è subito partirà la sincronizzazione con la cartella remota. La desktop Apps è disponibile per Windows, Mac e Linux. L’account gratuito fornisce 2Gb di spazio. Lo trovate qui.
  • Box.net. Altro servizio di storage on-line con l’aggiunta di alcune web apps che possono tornare molto utili. Account “Lite” gratuito da 1Gb. Lo trovate qui.
  • eyeOS 2.0. Qui la cosa comincia a farsi più seria. eyeOS è un web desktop open-source via browser grazie al quale si ha un vero e proprio desktop sul web con tanto di cartelle, applicazioni, contatti e gruppi di lavoro. Con la nuova funzione “collaborative” è possibile operare a più mani su progetti, testi, foto e quant’altro. Molto interessante e da provare sicuramante. Trovate tutte le  info qui e un desktop di prova qui.
  • icloud. Un vero e proprio Desktop web based che si presenta proprio come immagineremmo un Desktop con tanto di sfondo, widget, icone, menù di sistema etc. Ricchissimo di applicazioni e funzionalità tra cui un sistema di messaggistica, editor di testo, player video e audio, strumenti di sviluppo, contatti, calendario, todo, presentazioni, money manager , giochi, temi,   …tutto! …Insomma, uno squanterno di opzioni e funzionalità tutte con una facilità di condivisione incredibile. Addirittura quando crei l’account, gratuito (3Gb), ti viene creato anche un indirizzo di posta elettronica del tipo utente@icloud.com da usare con il client di posta incluso nel cloud desktop. Un vero e proprio “esercizio di stile” che chiunque, che possa apprezzare o meno nel merito l’utilità di questo servizio, non potrà non ammirare. Funziona solo con Firefox 3.5 e Java. Da provare assolutamente

Questa, a grandi linee, è una panoramica veloce su servizi on-line, trascurando i più blasonati “google apps”, “Amazon EC2”, etc.. Ma voglio lasciarvi segnalandovi un servizio ibrido locale/remoto utilissimo per la condivisione lavorativa e non solo. Sto parlando di “Tonido”. Tonido è un’applicazione che si installa sul proprio pc e permette di creare un ambiente di condivisione controllato. Con la massima semplicità, Tonido, tramite un indirizzo web del tipo “http://utente.tonidoid.com”, permette l’accesso al proprio pc di casa o di lavoro con una semplicità disarmante. Basta installare l’applicazione, lanciarla e si aprirà un’interfaccia web tramite cui condividere i nostri file, gestire file torrent, creare backup, creare il proprio blog, e tanto altro ancora. Anche questo è da provare soprattutto se volete utilizzare i file del vostro PC di casa da dovunque voi siate con la massima semplicità e senza settaggi particolari.

Sinceramente ….mi sono stancato di scrivere e quindi …vi saluto.

Ciao

l’HAL (hardware abstraction layer) o strato di astrazione Hardware, è una parola un po’ ostica per definire una delle vere rivoluzioni del mondo dei pc. L’ HAL è un’insieme di funzioni I/O (input/output) molto semplci e generiche che hanno la funzione di frapporsi tra i vari dispositivi fisici e le applicazioni. Che significa? Significa che il programma avanza la richiesta di aprire un file, l’HAL si premura di farlo per lui e reindirizza il programma ad un riferimento per la lettura dello stesso.

La grande rivoluzione apportata con l’introduzione dell’HAL è stata quella di rendere massima la portabilità di programmi dotati di HAL  tra i vari O.S./computer.

Un’esempio pratico potrebbe essere questo:

Avete il PC con scheda video “X” e la volete sostituire conla scheda video “Y”. Se non fosse stato introdotto l’HAL, sostituendo la scheda video, si sarebbero dovute modificare tutte le applicazioni che utilizzano la scheda grafica. Con l’HAL invece, il programma che deve utilizzare la memoria grafica comunica al sistema operativo le operazioni da compiere e il sistema operativo provvede a effettuare le modifiche necessarie. Da ciò ne deriva che, cambiando scheda video, basterà modificare lo “strato” che accede all’hardware e tutto funzionerà come al solito. Ah! dimenticavo! Quello “strato” che occorre cambiare, comunemente, viene chiamato “driver”.

Ho spiegato “ad maccheronen” + o – cos’è  l’HAL ma è molto di più.

Allora il solito consiglio  “….googlate gente, ..googlate”

Ho un vecchio telefono (ex telefono) che comprai un paio d’anni fa. Si tratta di uno smartphone WM5 imate Jama. Ha sempre fatto bene il suo lavoro fino a quando non è finito tra le mani di mia moglie prima e mio figlio dopo (come un po’ tutto del resto) ed ha smesso di funzionare.

A tempo perso ho deciso ieri di aprirlo e provare a resuscitarlo. Con grande piacere, sono riuscito a farlo rivivere anche se il modulo della fonia non ha voluto proprio saperne di avviarsi.

“Poco male lo userò come PDA” – ho pensato.

Sono ricorso ad un vecchio (si fa per dire) forum su cui prima spesso praticavo (xda-developers) e ho provato a ricercare qualche novità sullo Jama. Con estremo stupore ho appreso che era stata “cucinata” una Rom per il Jama basata su WM6.5.

E che caspita! Volevate che non la provassi?!

E via. Qualche minuto per scovare il file (il link fornito è rotto) e mi son lanciato nell’installazione. Terminato il tutto, ho fatto ripartire il PDA e son davvero rimasto sorpreso. La velocità di esecuzione è notevolmente aumentata e la grafica migliorata in una maniera impressionante. Ci sono dei piccoli bug tipo qualche carattere rimasto in cinese (la rom è “cucinata” sulla base di una cinese), un problema di notifica della batteria di backup e qualcosina ancora ma tutto quello che deve funzionare funziona … e funziona più che bene.

Adesso il PDA (ex smartphone) con su il suo bel WM6.5 è ritornato in mano a mio figlio che lo utilizza per guardare i suoi cartoni e ascoltare la sua musica. Ci ho installato anche un navigatore GPS che potrebbe tornarmi utile ma non credo che in mano a mio figlio possa durare più di tanto.

Se avete un iMate Jama e volete provare la nuova rom (att.ne è in inglese) potete trovare tutte le informazioni ed il software necessario qui

ciao

Il voto!

Cos’è più emblematico del voto in democrazia.

Bhè, per giorni, il momento più alto e più caratterizzante della democrazia, per il pressapochismo di certi e l’ostinazione illiberale di altri, è stato seriamente in pericolo.

Ora, finalmente, il tutto sembra sistemato e la “Libertà” di una buona parte dei cittadini italiani è stata ripristinata. Era impensabile che per “pastoie burocratiche” venisse negato il momento di libertà democratica principale a cittadini del Lazio e della Lombardia.

Ma adesso se ne debbono trarre le conclusioni.

In primo luogo legifererei per chiarire, una volta per tutte, che nessuna burocrazia, regolamento, lacciuolo o pastoia possa mai impedire a nessun cittadino italiano il sacrosanto diritto al voto ma prevederei anche, visto che i regolamenti ci sono e vanno rispettati, delle pene pecuniarie esemplari che vengano trattenute dal finanziamento pubblico ai partiti.

Brunetta, stai rompendo i marroni su tutta la linea e proprio in una materia così fondamentale hai perso il colpo?! SVEGLIAAAAAAA!

Silvan Calarco lavora da circa tre anni al progetto OpenMamba ed è arrivato alla pre-release 2 rilasciando un live cd da cui è possibile fare anche un’installazione. Basato sui resti di QiLinux, ha ormai da tempo intrapreso una strada tutta sua. Oggi si presenta con Desktop Environment KDE4, gestione dei pacchetti sia RPM che apt ed altre migliorie ed implementazioni varie.

Se amate i sistemi X e il Desktop Environment KDE, dategli uno sguardo.

Potete scaricare la iso del live CD  e tutte le altre  “package distro” visitando il sito http://www.openmamba.org a questa pagina.

Lavoro in una scuola statale e da dentro riesco ad identificare meglio il “cancro” che l’affligge. Semplice! Non c’è più un’etica del futuro. I tagli; il riordino; le riforme. Tutto ha fatto si che gli operatori dell’istruzione si arroccassero su posizioni temporali contingenti e perdessero la naturale propensione a seminare per il futuro.

Di cosa parlo? Parlo della tendenza a non bocciare troppo, anche se ci sarebbero ampiamente tutte le condizioni, perchè altrimenti si spargerebbe la voce che quest’istituto è troppo rigido e i ragazzi non vi si iscriverebbero più con conseguente perdita di posti lavorativi (ecco il fattore temporale contingente). Un ragionamento legittimo, anzi! A prima vista potrebbe sembrare masochistico il contrario intanto, però, si mandano avanti emerite “teste di cazzo” solo in funzione di quest’ottica. E quell'”emerita testa di cazzo”, che dovrebbe essere il futuro del nostro paese, cosa sarà in grado di fare? Niente?  …Magari! (ecco la “mancata semina per il futuro”)

Il fatto è che faranno! E faranno danni gravissimi.

Poniamo un caso: nell’ottica del ragionamento sopra illustrato. alunni che meriterebbero l’insufficienza, verrebbero fatti andare avanti.
Questi stessi accederebbero all’università e qui si creerebbe lo squilibrio. Ecco il caso specifico tipo:

Ad un esame, un docente si trova a valutare un intero corso formato per un 70% da quelle famigerate ” emerite teste di cazzo” di cui dicevo prima, un 20% da persone “sufficienti” ed un rimanente 10% formato da persone che vanno dal discreto a chi (pochissimi) veramente vale.

Se il docente, al 50% di quel 70% di “e.t.d.c.” dovrà dare 18 (visto che questo è il materiale umano), dovrà di conseguenza dare 25 al 100% di quel 20% che invece sarebbe appena sufficiente e così via.
Questo, in prospettiva, significherà che domani un nutrito gruppo di persone, in realtà appena sufficienti (quel 20%), sopravvalutate come saranno, andranno ad occupare posizioni strategiche ed importanti da cui dipenderà anche la nostra qualità di vita.

Io mi avvio verso gli “anta”. Un domani, se vivrò, avrò bisogno di un dottore; di un ingegnere; di un architetto; di un avvocato. Vi rendete conto. Per non pensare a quanti di quelli andranno ad insegnare. Cosa potranno mai insegnare? Immaginate le seconde generazioni. Degli ebeti!
E quei pochi che veramente qualcosa valgono? Per ora sono messi alle corde non dando loro soddisfazione per il lavoro svolto, frustrandone quindi una gran parte, ma un domani, quando prenderanno coscienza di essere l’unica “Intellighenzia” rimasta ed assurgeranno al ruolo di Dei, dove ci porteranno. Ma non è tanto questo il rimpianto.
Ciò che rimpiango veramente è che tutta la massa non lo comprenderà. Non ne avrà coscienza. Non avrà spirito critico. Non avrà iniziativa. Sarà un gregge di pecore che i “pastori” guideranno dove a loro più aggrada. Un nuovo “medio evo”.
Triste!

Per farla breve. Se paragonate me a Enrico Fermi, io risulto un granello; un uomo piccolo piccolo. Ma se mi paragonate a mio nonno, analfabeta, io sembro un genio.

L’unica differenza è che mio “nonno” era si analfabeta, ma eticamente un faro! Un gigante! Un uomo eticamente integro che ha sempre aspirato a qualcosa di meglio per i suoi figli; e i suoi figli per i propri figli. E così è stato nei secoli, fino ad arrivare ai nostri giorni che sono i giorni dell’era più buia che l’umanità abbia mai  affrontato.

Sono pessimista? SI! E sono orgoglioso di esserlo.

Schopenhauer diceva riguardo la differenza tra un ottimista ed un pessimista:  “l’ottimista è convinto che quello in cui viviamo sia il migliore dei mondi possibili. Il pessimista è tale solo perchè sa che è vero!”

E aggiungerei, da buon campano  …”capisce a ‘mme!”.