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Monthly Archives: maggio 2010

E’ qui! Ora! E punta il dito.

-=ParticellaZero=-

Chi sperava che Google, con “Google OS” stesse lavorando alla realizzazione di un sistema operativo “convenzionale”, resterà un po’ deluso.

Secondo quanto riportato dall’articolo  “Google I/O 2010 Day 1” comparso sul Blog ufficiale di Google, “Google OS” si baserà su un’evoluzione del browser Chrome  e sarà un OS prettamente votato al web ed alle “Cloud applications”.

Non permetterà nient’altro che essere nel web, nella “nuvola”. Non serviranno hard disk per lo storaggio dei dati; non occorreranno applicazioni installate o roba varia; sarà tutto on-line.

Tutto bello. Tutto molto avanti. …Ma la privacy?

Visto che Google, vedi il pasticcio del furto dei dati da reti wireless aperte durante il servizio “street view” – solo per citare il caso più recente, sembra non avere troppo in considerazione la privacy degli utenti in quel quasi delirio di onnipotenza del “Ghè pensi mì”, siamo sicuri che affidare la custodia dei nostri dati a Google, perchè ci si può scommettere che fornirà dei servizi di cloud storage e cloud applications come solo pochi altri potranno fare, ci garantirà il sacrosanto diritto di privacy.

Non molto tempo fa scrissi di alcuni sistemi di “on-line storage” e di “cloud computing” citando alcuni tra i servizi principali offerti, più o meno gratuitamente.

A mio modesto parere, per quanto riguarda l’on-line storage, il migliore resta “DropBox” non fosse altro per il fatto che gira su Windows, Mac e Linux permettendo quindi la reperibilità e l’aggiornamento dei dati da qualsiasi piattaforma.

Anche se non esiste una versione per Linux (maledizione!!!. ndr), un’altro servizio interessante è quello fornito da Mozy. Anche qui vi è una versione gratuita con il limite dei 2Gb e altre versioni su misura a partire da 5 dollari al mese. La caratteristica che rende interessante Mozy è che i dati vengono trasmessi cifrati rendendone molto difficoltosa la sottrazione da parte di qualche malintenzionato. Anche qui, come in DropBox, dopo aver effettuato la registrazione al servizio, verrà indicato un link da cui scaricare l’applicazione (per Win e Mac) che si dovrà lanciare. Basterà seguire le indicazioni del setup e sarete pronti a “backuppare” i vostri dati on-line.

Il primo backup, a seconda della quantità di dati, potrebbe richiedere del tempo. I successivi, visto che i backup sono di tipo “incrementale”, risulteranno molto più rapidi.

bye bye

Sembra irreale ma è proprio così. Dopo il record del catalogo IKEA che è secondo solo alla Bibbia per numeri di copie stampate, arriva il nuovo record di Facebook che ha il “Privacy Policy”  (le condizioni di privacy) più lungo della Costituzoine Americana;  5830 parole del “privacy policy” rispetto alle 4543 della Costituzione Americana (emendamenti esclusi).

Sembrerebbe una cosa strana e simpatica se non significasse che è praticamente improponibile per un utente normale leggere le “condizioni di privacy” accluse all’uso di Facebook. Difatti la quasi totalità degli utilizzatori di Facebook, non hanno neanche provato a leggerlo e quei pochi ardimentosi che si sono cimentati nella lettura, si sono subito allarmati per le “condizioni di privacy” quasi vessatorie che Facebook propina ai suoi utenti.

Sarà per questo forse che si stà costituendo un nocciolo duro di internauti sempre più propensi a cancellarsi dal famoso Social Network. Addirittura si stanno formando movimenti virtuali  per abbandonare Facebook. Tra i vari ci sono MoveOn.org, l’associazione dei militanti della sinistra radicale Usa, FacebookProtest.com e QuitFacebookDay.com, un sito — paradossalmente raggiungibile proprio attraverso Facebook — che invita gli utenti della rete sociale a cancellare il loro «account» il 31 maggio 2010.

E intanto sulla rivista Wired,  Ryan Singel ha definito Facebook un’«azienda canaglia» che cambia in corsa le regole del gioco per fini di lucro. Ryan si è augurato che venga fuori qualche concorrente, più rispettoso di Facebook dei diritti degli utenti. Detto fatto: quattro studenti della New York University hanno raccolto in pochi giorni 150 mila dollari per il loro «progetto Diaspora » , un nuovo « social network» che nascerà in autunno e che promette di lasciare agli utenti il pieno controllo dei loro dati personali.

Su Mark Zuckemberg (fondatore e CEO di Facebook) anche hollywood cala un “carico da 11”. E’ in uscita per l’autunno un film di Kevin Spacey – “The Social Network” –  che ritrae Mark come uno studente imbroglione con tendenze all’autismo e ossessionato dal sesso; un genietto che si mette a scrivere i codici-base della nuova rete per cercare di dimenticare una delusione amorosa.

Ieri guardavo una trasmissione dedicata alla tecnologia e son rimasto esterefatto da quel che ho visto. Due ragazzi italiani, in collaborazione con un terzo che ne stà sviluppando il codice, hanno ideato un’applicazione per telefoni cellulari il cui nome è SeeMS.

In cosa consiste:

in pratica grazie a questo programma…” potrai scrivere sms mentre cammini e non preoccuparti degli ostacoli contro cui potresti sbattere perchè la telecamera del telefonino ti mostrerà a video la strada che stai percorrendo.

!?!?!?!?!

Ma chiste so’ scieme proprie!

Philips e Osram stanno pianificando il lancio entro questo anno di lampade a led ad alta efficienza per sostituire le vecchie lampadine da 60W che risultano le più diffuse.Sembra poco ma veder muovere senza indugi due grandi industrie, leader del settore, verso direzioni fino ad ora solo accennate, potrebbe determinare un “effetto domino” che avrebbe ricadute significative sui consumi energetici.

Vai così! Forse torneremo a respirare “aria migliore”.

Dopo le ammissioni da parte di Google, risalenti a venerdi scorso, di aver collezionato dati privati da reti wireless private non protette, Il Garante Tedesco ha minacciato azioni legali pesanti se Google non fornirà gli hard disk per il controllo dei dati immagazinati.

La cosa è molto preoccupante perchè, durante la cattura delle foto per il servizio “street view” di Google, quei cazzo di furgoncini hanno anche prelevato tutti i dati relativi ai siti web e le e-mail che transitavano su reti wireless private non protette. In pratica se hai a casa una rete wireless non protetta e i camioncini di Google sono passati sotto casa tua per fare le foto per “Street View”, è molto probabile cha abbiano raccolto informazioni che ti riguardano.

Un portavoce di Google ha risposto al Garante Tedesco che sono pronti a distruggere i dati, ma non a fornire gli hard disk (forse vorranno evitare che si possa capire quali dati interessano a Google.)

La fonte è autorevole e si tratta del New York Times (qui l’articolo) , quindi merita la massima attenzione. Se continua così Google, almeno per me, diventerà il “nemico pubblico n°1”.

Anche se il titolo di questo piccolo lavoro richiama il ben più famoso “appunti di informatica libera” di Daniele Giacomini, vi assicuro che vi ha ben poco a che fare fatta eccezione per il fatto che è libero; “open”; …anzi di più! Potete farne quel che volete, se volete, senza nessuna limitazione.

Quello che qui propongo è solo una piccola raccolta di informazioni, utilità, trucchi e risoluzioni rapide che mi sono servite (e mi servono) nella mia avventura nel mondo Hackintosh, redatto a mio uso e consumo per fissare dei concetti nella memoria ma che spero possa servire anche ad altri per affrontare piccoli “busillis” nell’utilizzo dei mac-pc.

Se a qualcuno interessa o volesse collaborare, sono pronto a mettere in download il file .doc originale o a creare un account Dropbox condiviso su cui operare a più mani per ampliarlo.

ciao ciao