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Monthly Archives: aprile 2016

Il percorso intrapreso circa tre mesi fa, quando quasi per gioco rilasciai la prima versione del mio kernel per OnePlus One che montano rom Android OMNI MarshMallow, ha risvegliato un interesse sopito che mi sta divertendo e dando soddisfazioni.

Lo sviluppo è in continua evoluzione e il mio kernel, giunto alla versione 1.7, sta diventando sempre più completo. Dalla versione 1.5, sono passato dai sorgenti kernel di Herna ai sorgenti ufficiali del kernel OMNI.

Ad oggi la versione 1.7, rilasciata il 15 aprile, si caratterizza delle seguenti features:

S=T=R=A=N=O=S=T=R=A=N=O
Kernel

Custom Features & Optimizations

Compilato con la toolchain UBER 4.8
KCAL v2 Control – credits to @savoca
Vibrator Intensity interface
Franco’s Sound Control – credits to @franciscofranco
Boeffla TouchBoost – credits to @Lord Boeffla
Voltage Control – credits to @faux123
Simple_gpu_algorithm – credits to @faux123

CPU Governors
Smartmax / Interactive / Conservative / Userspace / Powersave / Ondemand / Performance / Yankactive / Slim / Wheatley / Ondemandplus / Adaptive / Darkness / Nightmare

GPU Governors
Cpubw_hwmon / Msm_cpufreq / Msm-adreno-tz / Userspace / Powersave / Performance / Simple_ondemand
15 aprile – Aggiunto Simple_gpu_algorithm

I/O Scheduler
NOOP / DEADLINE / ROW / CFQ / BFQ / TEST-IOSCHED / SIO / TRIPNDROID – 19 marzo – Aggiunti SIOPLUS, FIOPS e ZEN scheduler

Se siete interessati all’avanzamento nello sviluppo del kernel, fate riferimento al mio tread ufficiale su Xda Developers

Ricordo che il kernel in questione è funzionante unicamente su smartphone OnePlus One (aka BACON) che montano rom OMNI.

Have fun. ...always!
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Se usate un iPhone o un iPad o qualsiasi altro “iDevice”, affrettatevi ad aggiornare il sistema operativo alla versione 9.3.1.

Se non lo fate, potreste rischiare di trasformare il vostro device in un costosissimo fermacarte.

Il problema, comè è stato dimostrato dal ricercatore Zach Straley in un video pubblicato a gennaio su youtube, risiede in una bizzarria del sistema operativo stesso e che si verifica settando la data del dispositivo al 1 gennaio 1970. Con tale operazione, il dispositivo si blocca e diventa inutilizzabile. Mi raccomando di non provare assolutamente a farlo.

Apple è subito corsa ai ripari rilasciando una nuova versione del sistema operativo per i suoi dispositivi mobili che risolve il problema ma ha anche dovuto prendere atto di quanti pericoli possano esserci anche considerando che,  come dimostrato da alcuni ricercatori, tale vulnerabilità può essere innescata anche tramite apparati di rete e che, l’ignaro utente, collegandosi ad un a rete wireless libera malevolmente adattata, si ritroverebbe con un costosissimo fermacarte tra le mani.

Invito tutti i possessori di devices mobili Apple ad aggiornare immediatamente il sistema operativo.

Have fun. …always!

Dmitry Fedotov, alias “Paunch”, la mente dietro la criminale commercializzazione del famigerato “Blackhole exploit kit”, è stato condannato dalla corte di Mosca a 7 anni di detenzione in una colonia penale russa.

Arrestato nell’ottobre 2013, “Paunch” aveva messo su una rete commerciale criminale che gli aveva permesso di tirare su ingenti somme di denaro. Gli inquirenti hanno stimato un giro di affari di oltre 50 mila dollari al mese e a riprova c’è una foto che lo immortala davanti alla sua Porche Cayenne.

Il kit veniva “affittato” a prezzi che oscillavano tra i 500 e i 700 dollari al mese e con ulteriori 50 dollari al mese, Fedotov affittava ai suoi clienti un servizio di criptazione che permetteva di offuscare il malware iniettato tramite il kit e renderlo “invisibile” agli antivirus.

Nello specifico, il “Blackhole exploit kit” veniva inserito in siti web hackerati o malevoli e sfruttava le varie vulnerabilità dei browser web per iniettare nel pc degli ignari utenti il malware scelto dai “clienti”.

Pare sia stato fermato giusto in tempo considerando che, con l’aiuto di altri cybercriminali, Fedotov si stava preparando ad aggiungere al kit altri nuovi exploit. Progettava infatti di creare un nuovo kit chiamato “Cool Exploit Kit” e per la realizzazione del quale aveva incaricato un suo broker, nickname “J.P. Morgan”, di acquistare nel deep web nuove e non documentate vulnerabilità “Zero Day”. Il budget stanziato è passato dai 100 mila ai 200 mila dollari ad ulteriore dimostrazione della capacità economica raggiunta dal criminale.

Bhé, se l’idea che ho della Russia è giusta, “Paunch” si sconterà tutti i sette anni di carcere in maniera anche poco confortevole anche se, visto che da solo non sarebbe stato in grado di mettere su una tale organizzazione, il resto della “banda” rappresenta ancora un pericolo per tutti noi.

Have Fun. …always!