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Stando a quello che riporta Symantec (che lo ha scoperto), il malware sopraffino “Regin”, ha spiato e spia in maniera celata interi paesi focalizzandosi su Isp, Tlc, imprese energetiche, compagnie aeree, aziende ospedaliere, etc..
Symantec fa capire che Regin é talmente ben fatto che, anche quando rilevato, non si riesce a capire cosa realmente stia osservando. Insomma un ” mostruoso agglomerato di codice” creato per il cyber spionaggio e molto personalizzabile, capace insomma di accessi da remoto in stile trojan, furto di password e dirottamento delle funzionalità di point-and-click del mouse. Oppure catturare schermate e/o audio dai computer infetti (forse anche smartphone). Ancora, ad ulteriore esempio, monitorare il traffico di rete e analizzare le email dal database exchange.
Insomma, un raffinatissimo “coltellino svizzero” per cyber spionaggio che si struttura in 5 fasi di attacco nascosti e cifrati, tranne il primo, che inizia una reazione a dominio per decifrare ed eseguire la fase successiva.
Geograficamente sembrano essere una decina i paesi interessati e la metà delle attività rilevate sembra interessare Russia ed Arabia Saudita.
A sentire gli esperti, un lavoro “sopraffino” in “punta di codice” che pochissimi sono in grado di creare e già si sospettano hackers cinesi, spalleggiati dalla stessa Cina, o hackers russi.
In ogni caso, a qualcuno la “slot machine” ha sputato fuori un sacco di “bitcoins”.
Have fun. …always!

Edit:
A stare alle ultime indiscrezioni, pare che dietro Regin ci sia il solito asse anglo-americano, interessato soprattutto a Belgacom essendo quest’ultimo tlc che ospita Unione Europea, Parlamento Europeo, Commissione Europea, etc..
Insomma a quanto pare ‘sti “ragazzacci” anglo-americani sono molto interessati a sapere quanto piú possibile su noi cittadini Europei, ma perché tutto ‘sto casino? Basta chiedere. Io, ad esempio, a domanda vi risponderei: “…statte senza penziere!”
Per quanto riguarda Russia ed Arabia Saudita, forse l’interesse massiccio era dovuto, oltre alle questioni Ucraine e ai rapporti Russia-Cina, anche all’incontro tra Russia e paesi OPEC per limitare la produzione di petrolio per tenere controllato il prezzo al barile. Manco a dirlo Ali Al Maini, ministro del petrolio saudita, in compagnia con il venezuelano Ramirez, sono tra i falchi dell’Opec. Ad ogni buon conto, l’accordo non é stato raggiunto e il prezzo del petrolio cala con “massimo gaudio” della Cina che avrà condizioni di produzione ancora piú competitive.
A volerlo, ci si intravedono scenari intrecciati ma io sono un mal pensante e non faccio testo.
Have fun …always!

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