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Anche Microsoft corre ai ripari ripensando le modalità di distribuzione degli aggiornamenti per le macchine Windows Server dopo aver subito le conseguenze dell’exploit Flame, lo stesso che ha compromesso i server Iraniani e di altri paesi mediorientali.
Intanto gli esperti fanno notare l’estrema raffinatezza del codice di Flame che ha al suo interno uno script di autodistruzione (suicide) pensato per cancellare ogni traccia del malware stesso (almeno 163 files e 4 cartelle) ed impedire di studiarne il codice.
Roba da “mission impossible” insomma.

Have fun …always!  …ah! e “questo post si autodistruggerà in …10, 9, 8….”

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