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Premetto che … “sono un ragazzo semplice; … di campagna” e forse a certe utilità delle cose arrivo con difficoltà ma quello che Lenovo e la svedese Tobii stanno creando è una tecnologia che non capisco proprio dove voglia andare a parare (ma l’intuito qualcosa me lo dice).

Hanno creato, a quanto pare, venti laptop sperimentali (se ne sono presi 10 a testa per il testing e lo sviluppo di applicazioni) dotati di due webcam che, tramite il software fornito da Tobii, riescono a seguire il movimento degli occhi ed adeguarsi a compiere determinate operazioni prestabilite. Ad esempio, stiamo leggendo un testo e siamo arrivati a fine pagina, il software se ne “accorge” e scrolla automaticamente la pagina per farci continuare la lettura. Oppure stiamo navigando un menu, il software segue il nostro sguardo e scrolla il menù senza bisogno di interazione. E poi?

E poi cosa farà? Noterà che ci siamo soffermati per più di un secondo sul comando “stampa” e lancerà in automatico la stampa? Oppure farà apparire una finestra di conferma sul lato opposto del desktop che basterà guardare per confermare il tutto? (belli! voglio le royalties sull’idea!).

Non mi fraintendete! L’utilità per uno “sparuto” gruppo di utenti con problemi motori lo vedo anch’io ed è palese. Ho usato di proposito l’aggettivo “sparuto” perchè quando si parla di business, il numero dei probabili utenti “interessati” per giustificare la profusione di una mole considerevole di danaro per una sperimentazione del genere dovrebbe essere veramente alto e per fortuna non lo è.

E’ forse filantropia? …’sti ca….!

E se un domani, quando avrà imparato a leggere i tratti fisiognomici dei nostri stati d’animo ci “suggerirà” quello che più potrebbe fare al caso nostro? Ad esempio sono lì, triste, con gli occhi un po’ dismessi, “…con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così ….” (;-)) …e ci suggerirà il giusto locale o la giusta vacanza e così via.

E mi chiedo ancora; dovesse imparare a leggere la “concupiscenza” negli occhi di una donna tipo che avremo precedentemente provveduto a descrivere come “nostro tipo ideale” ed inserito in un database, sarebbe in grado di ricordarsi di quell’omino triste e far comparire a video una bella finestra con su scritto:  “bello! Sursum corda! Ce stà tizia in via caio che sta arrapate comme nà pazza. Ta vulisse fà?!” …. e su un lato dello schermo due finestrelle con scritto su una – “Si! componi il numero” – e sull’altra  – “No! Ordinami una pizza addò Giggine ‘o zuzzuse!”.

Marò! Sto ‘mpazzenne!

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