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Radici!

Già….; radici. Quelle che si dimenticano con estrema facilità ma che come appena vengono risvegliate, da qualcuno o da qualcosa, annullano in un attimo tutto quel “recinto” che gli avevi costruito intorno per dimenticarle e in un attimo ti dicono … “chi sì, ra ‘ddò ne viene, e pure comma ‘a pienze!”

Una diecina di anni fa, con un amico più grande di me, Vicienze ‘o fungie, tra nu spinielle e ‘llate, leggevamo “L’inferno della poesia napoletana”. Era uno spasso. Dopo tutti questi anni ho trovato, sui canali del “ciuccio” un audiolibro che mi ha riportato indietro a quei tempi spensierati. Io ve ne propongo due (1 e 2 ); se vi interessa il seguito…. cercate!

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