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Ho un bimbo piccolo al quale, visto il mese in cui siamo, da qualche giorno ho fatto assaggiare le ciliege. Ieri, visto che vivo in campagna, mi sono caricato mio figlio sulle spalle e incamminandomi nell'erba alta, col timore di incontrare qualche serpente ( non tutti hanno il tallone dello tzaddìk) mi sono diretto verso degli alberi di ciliegi poco distanti.Arrivato lì, mentre mio figlio voracemente apprendeva i nuovi luoghi che lo circondavano ho colto dall'albero delle ciliege, le ho strofinate per pulirle e gliele ho fatte mangiare.
E' stato bellissimo veder nascere negli occhi vivi di mio figlio la consapevolezza che le ciliege nascono sull'albero e non, come fino ad allora aveva creduto, nel frigorifero.

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One Comment

  1. Mi sto dedicando alla sceneggiatura di un telefilm iperrealista e visionario. Il leit-motiv sarà “Chi ha ucciso la Contessa del Lago?”.

    L’episodio-pilota comincia con un pescatore che incontra per caso un cadavere nelle acque placide del Trasimeno. Il corpo in decomposizione appartiene, forse, ad un dottore perugino, una persona per bene agli occhi di tutti , un cittadino modello, ma nel corso delle puntate si scoprirà coinvolto in intricate storie di festini orgiastici e di compravendite di organi genitali. Qui di seguito vi è una breve sinossi del serial televisivo di mia ideazione.

    Tanti anni fa, in una Firenze frequentata da giapponesi con tic fotografico e massoni in divisa, viveva un giovane Giornalista dedito al mistero e all’occulto, tanto fanatico che nei suoi numerosi libri romanzava torbidi omicidi realmente accaduti….Ma era cagionevole, non stava bene di salute, soffriva di epilessia psicomotoria, che lo portava alla schizofrenia e allo sdoppiamento di personalità.. Fra i sintomi risultava una strana forma di impotenza sessuale. In più si aggiunse una terribile batosta psicologica: scoprì in tarda età che era stato adottato e che il suo vero padre era un famoso musicista, addirittura direttore d’orchestra, abilissimo a suonare il violoncello…figlio di un artista e non lo aveva mai saputo!! Cominciò a bere e non smise mai. Pare che in alcuni giorni prefestivi, senza luna, si trasformasse in un altra persona, si liberasse delle restrizioni etiche, diventasse brutale, sub-umano, simile ad una bestia, e contemporaneamente, grazie alla sinergia vodka-epilessia psicomotoria, freddo, preciso, calcolatore, privo di emotività. È il prezzo che pagò per liberarsi dalla sua tensione psicosomatica, attraverso un’oggettivazione del conflitto. La paura causata dal complesso dell’io creò lo spaventoso fantasma del Mostro, il quale rappresentò i suoi desideri segreti e sempre repressi dell’anima. Cominciò a commettere omicidi duplici, di matrice neopitagorica, provava rabbia a vedere che esistevano coppie che si volessero bene. E cosi grazie a questa terapia insolita, ritrovò una parziale stabilità sessuale e si prese pure una moglie. Ma il Mostro era ancora dentro di lui, covava, desiderava e pian piano si fondeva con la sua parte cosciente.
    Il Giornalista, esperto e frequentatore dei salotti satanisti, depistò le indagini introducendo elementi esoterici, prendendosela addirittura con i sardi! Non scordiamoci che la vodka lo stava rovinando in quantità tale da esigere il ricorso a uno specialista gastroenterologo. Per questo motivo, durante un festino orgiastico alla villa “La Sfacciata”, un suo amico farmacista, uno dei boss della lobby pedo-satanista e collezionista di feticci umani, gli presentò un bravo Medico, di famiglia “per bene”, un perugino ricco, bello e vincente! Divennero amici, ma così amici, che si confidavano di tutto: il Medico gli raccontava della moglie frigida, e che per poter venire ai festini le iniettava il valium durante i loro fallimentari rapporti sessuali, con la scusa che solo così sarebbe rimasta incinta. Allora il Giornalista gli confidò il suo segreto. Ma il Medico era troppo sensibile, non ce la faceva a nasconderlo, era troppo torbido, anche lui, un veterano del perturbante , e allora…si, il bravo Giornalista lo ammazzò con l’aiuto delle ormai consolidate amicizie sataniste. Il Medico apparteneva a una nota famiglia appartenente alla”Rosa Rossa” e gli adepti, fra cui padre e fratello, presero subito un altro cadavere, addirittura di etnia negroide, per accelerare il funerale e insabbiare tutto, uno scellerato patto massonico per salvare l’onore familiare, della Perugia-bene e delle 17 logge della città. Era inammissibile che un medico perugino di famiglia rispettabile, seppur non omicida, fosse coinvolto in una spirale di riti esoterici, conditi di orge omosessuali, zoofile e pedofile. Un giorno finirono gli strani omicidi, e non perché era stato incaprettato il Medico, semplicemente in quel periodo morì suicida quel famoso violoncellista e il bravo figliolo ripudiato non uccise più, facendo ritrovare proprio in prossimità dell’ospedale un guanto di plastica e un bossolo. Era guarito e aveva bisogno di comunicare ad una donna, simbolo materno, l’avvenuto taglio netto di un cordone ombelicale riconducibile alla propria nascita. .
    Per questo fece consegnare la famosa busta contenente il lembo del seno sinistro dell’ultima vittima, indirizzata alla dottoressa Della Monica, scrivendo sulla busta stessa di proposito, la parola”Republica” con una sola “B”. Era la “B” di Babbo… Una “B” mancante, morta…
    Intanto continuava la sua opera di depistaggio, anche attraverso le dichiarazioni fuorvianti di colui che fece da palo ai suoi efferati omicidi, un tale chiamato Pietro, detto il Vampa, giardiniere di “Villa Verde” che ben manovrato procedette allo sputtanamento del Medico. L’ ultima tappa della sua terapia,il bisogno cioè di scrivere, di buttar fuori, come i residui di un antico veleno, che tanto male aveva procurato a sè stesso e agli altri, portò il Giornalista fiorentino a buttare giù un libro dove il protagonista era un personaggio cha suonava dolcemente il violino…..

    A grandi linee questo è il soggetto, ma nell’intreccio voglio inserire pure scacchisti matti, nani danzanti, agenti dell’FBI brillantinati e torte di ciliege. Mi manca solo il titolo, sono indeciso se chiamarlo “Indovina chi viene a merenda?” o “I segreti di San Casciano”, ma se avete altre opzioni meno inflazionate fatemelo sapere.


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