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   Premesso che non sono un analista geopolitico, che non sono un esperto di questioni arabe, che non sono un profondo conoscitore di cos'è l'Islam, azzardo a proporre una mia chiave di lettura di ciò che sta accadendo in questi giorni. Sono solo di ieri e l'altro ieri gli ultimi attentati suicidi in Egitto, che il governo di quel paese imputa a gruppi terroristici beduini, che subito mi suona un campanello di allarme. Non è che i fratelli musulmani stanno facendo le prove generali di un qualcosa di più grande scegliendo come sparring partner uno dei paesi arabi più vicini all'occidente ma anche debole sul piano militare e politico come è l'Egitto? Non dimentichiamo che in quel paese, nonostante il regime di fatto del presidente Hosni Mubarak, alle ultime elezioni i fratelli musulmani hanno avuto il 20% dei voti ed è facile immaginare che senza il "controllo" operato dal regime, il consenso sarebbe stato più ampio. Quindi, anche se i voti dicono il contrario, sospetto che a livello sociale, il fondamentalismo abbia ben più consenso di quanto possa apparire. E dopo l'Egitto? Toccherà alla Turchia? Al Pakistan? All'Arabia Saudita? E quando ad Israele?

    Io personalmente dietro tutto questo ci vedo il premier iraniano Ahmadinejad. Oltre a ritenerlo il vero "puparo" di questa strategia di destabilizzazione, vedo che ci va giù duro anche rispetto alla questione dell'arricchimento dell'uranio e risponde ai venti di guerra americani alzando i toni dello scontro. Difatti minaccia, piuttosto palesemente, di trasferire il know how nucleare a paesi amici come il Sudan e minaccia di replicare ad eventuali attacchi americani con risposte doppie rispetto all'attacco e di operare per minare gli interessi americani in tutto il mondo. Mi preoccupa la cosa del Sudan perchè, essendo a sud dell'Egitto, il povero Mubarak si ritroverebbe circondato e credo ci metterebbe poco a capitolare.

    Per quanto riguarda Israele, Ahmadinejad non sembra moderare i toni. Anzi; ad ogni sortita manifesta il fermo proposito di cancellare Israele. Questa qui è una cosa che mi preoccupa seriamente. Ieri si discuteva alla trasmissione l'Infedele di un eventuale attacco USA all'Iran e una inviata in medio oriente lo riteneva improbabile asserendo che gli USA dovrebbero colpire 132 siti iraniani sotterranei. Ma a queste parole sono seguite quelle di Vittorio Dan Segre, che ha visto nascere lo stato di Israele, e che in maniera quasi imbarazzata cercava di far capire che ad un eventuale attacco nucleare ai danni di Israele da parte dell'Iran, la risposta "nucleare" di Israele non sarebbe stata affatto chirurgica ma generale. Faceva anche notare che anche se in via ufficiale israele non risulta avere la "bomba", nella realtà dei fatti l'arsenale atomico reale è notevole. Però riteneva che, parole a parte, Ahmadinejad non fosse tanto pazzo da trascinare il popolo iraniano in un conflitto nucleare.

Bhè! Che dire? Sono forse mancati i pazzi nella storia? Mi pare proprio di no. E se Ahmadinejad fosse uno di loro? Io credo che l'unica soluzione possa essere quella di un cambiamento dall'interno della leader ship iraniana che, se fosse un paese equilibrato,  potrebbe rappresentare una figura autorevole nello scacchiere medio-orientale ed essere di aiuto a calmare gli animi. Ma così non è. Anzi, la tendenza è tutt'altra. Ahmadinejad in Iran, Hamas in Palestina, i fratelli musulmani in Egitto, il fondamentalismo in Sudan, la Siria che occultamente opera in combine con quel che resta del Mukhabarat iracheno, Al Qaeida e Al Zarqawi, etc..

Insomma! Io di pazzi ne vedo a bizzeffe!  Anche l'improvvisata di Rumsfeld e Rice in Iraq, anche se giustificata ufficialmente dalla formazione del nuovo governo iracheno, mi puzza un po'. Si stanno organizzando? Non è che Bush è veramente e fermamente deciso a tirare una nuova linea nera su un'altra delle voci che compongono la sua lista degli stati canaglia? Vuoi vedere che gli Americani hanno davvero intenzione nel lungo termine, e forse proprio per questo l'avevo quasi dimenticato, di spazzare via i governi e i regimi che non ritengono democratici? Vuoi vedere che questo è solo l'inizio? Vuoi vedere che l'Iran ha preso sul serio gli americani e ha capito benissimo che prima o poi toccherà a lui e proprio per questo si sta armando? Vuoi vedere che le timide aperture della Corea del Nord sono figlie di questi timori e che servano a prendere tempo? Vuoi vedere che 'sti stronzi ci faranno diventare tutti "fosforescenti"?

Voi che ne pensate?

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3 Comments

  1. Credo che alcune delle cose che hai detto siano vere su altre, tipo su chi sia il puparo, la mia opinione è che siano delle congetture o, quanto meno, non ci siano elementi probanti. Comunque nel complesso la ritengo un’analisi lucida e logica.
    Complimenti

  2. ciao il_rosso e benvenuto sul mio blog;
    tengo a precisarti che come detto nel post, non sono un’analista di questioni medio-orientali e che quelle espresse sono solo mie “intuizioni” e non ho alcun riscontro per quello che ho detto. Comunque sono compiaciuto che le mie impressioni risultino di qualche logica. Ciao e continua a seguirci.

  3. Ciao Gabriele e benvenuto nel blog. Trovo appropriate molte argomentazioni del tuo post ma su altre avrei da ridire. In effetti in un mondo globalizzato come quello attuale non è difficile convenire col fatto che gli interessi di alcuni paesi, soprattutto se trattasi di colossi come Cina, Russia e India, finiscano per avere un peso notevole sulla geopolitica dello scacchiere medio-orientale. Ma se per Cina e India può valere la tesi dei rifornimenti petroliferi, cosa diversa ritengo valga per la Russia. Dico questo perchè come saprai la Russia certo non deficita di giacimenti di idrocarburi o di gas e quindi questa destabilizzazione ha un suo tornaconto per il cremlino visto le impennate del prezzo del barile che portano tanti nuovi soldi all'interno del sistema Russia che soffre di grave crisi economica interna. Personalmente non ci vedo nulla di destabilizzante nell'ingresso della Cina nel WTO. E' vero che il costo della produzione di beni e servizi è irrisorio e quindi spezza la schiena ai competitor che propongono gli stessi beni o servizi ma, come molti analisti sottolineano e come chiunque può confermare, il livello qualitativo dei loro prodotti è, francamente, ridicolo. E' robaccia che dura al massimo un mese. Anche qui da noi, dove in principio il basso costo dei prodotti cinesi aveva fatto da specchietto per le allodole il fenomeno si sta calmando. La gente torna a comprare prodotti di qualità. Ne compra meno ma preferisce comprarli buoni. Ed anche lo stesso mercato interno cinese sta morendo della stessa morte. In effetti del miliardo di cinesi, si calcola che circa 120 milioni siano ricchi quanto e più degli occidentali e questi chiedono prodotti di qualità che la produzione interna non può offrire e che quindi aprono spazi ai prodotti occidentali. Questo è tanto vero che la Ferrari vende più auto in Cina che in qualunque altro paese. Un'altro punto che vorrei sottolineare è che la Cina può sopperire alla flessione delle riforniture di petrolio iraniane sia con l'immensa produzione interna di carbone sia con l'approvvigionamento da altri paesi. Diciamocelo chiaramente: l'Iran produce appena il 5% del petrolio totale, quasi quanto la produzione interna della stessa Cina. Il piatto più ghiotto è stato già preso. L'iraq produce 112 miliardi di barili e la gran parte del sottosuolo è ancora inesplorata. La stessa regione del Caspio ha potenzialità stimate tra i 60 e i 200 miliardi di barili e almeno 236.000 miliardi di piedi cubici di gas naturale. Io credo che non faccia per niente buon gioco alla Cina inimicarsi il blocco della "coalizione dei volenterosi" che hanno messo le mani sull'Iraq. La stessa Arabia Saudita credo che dovendosi trovare a scegliere, penderebbe per gli Stati Uniti visto che ne possiede il 5-8% dell'economia. No. Francamente credo che le ragioni che destabilizzano il medio oriente siano da ricercarsi altrove. Credo che la giusta chiave di lettura sia quella ideologica più che quella geopolitica.


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