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Arrestato in una masseria del Corleonese il boss dei boss Bernardo Provenzano. Era in jeans e maglietta e con in tasca i foglietti di carta dattiloscritti e che lui chiamava "i pizzini" che gli servivano per impartire ordini che servissero ai gregari per gestire l'impero economico del capomafia perchè non si fidava di usare il telefono o i cellulari. Non ha opposto alcuna resistenza all'arresto.
Si attendono sviluppi importanti anche a seguito delle indiscrezioni trapelate dagli ambienti investigativi e che parlano di connivenze e complicità eccellenti che hanno permesso al boss di latitare indisturbato per quasi 50 anni.
Difatti l'ultima volta che le forze dell'ordine hanno potuto osservare il volto di Provenzano fu nel maggio '63. Da allora questo fenomeno della latitanza si è come dissolto agli occhi della legge ma è rimasto "firrigno" per i suoi controllati e ha continuato a dettare legge.
Se non fosse per il trambusto di queste politiche 2006, sono sicuro che una notizia del genere sovvertirebbe tutti i palinsesti televisivi e saremmo a celebrare le doti del Min. Pisanu che si è dimostrato ancora una volta un uomo di impareggiabile abilità nella direzione del dicastero dell'Interno.

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